Giudici ordinano rimozione del Tutor per violazione di brevetto

La Corte di Appello di Roma ha ordinato ad Autostrade per l’Italia di rimuovere gli apparecchi che rilevano la velocità media dei veicoli segnalando quelli che superano il valore massimo, perché violano un brevetto.

Il controllore elettronico delle autostrade italiane non è in regola. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha accolto la tesi della Craft, un’azienda di Greve in Chianti, secondo cuil’apparecchio di Autostrade per l’Italia viola un suo brevetto. La vicenda giudiziaria è iniziata nel 2006 fa su ricorso della Craft, una società fondata da Romolo Donnini per produrre e mantenere apparecchi fotogrammetrici. La società toscana affermava di avere inventato e brevetto il sistema per rilevare la velocità media dei veicoli alla fine degli anni Novanta e averlo presentato ad Autostrade per l’Italia, che poi avrebbe realizzato il Tutor senza l a sua autorizzazione.
Secondo quanto ha dichiarato Donnini al Gazzettino del Chianti, l’idea del Tutor gli venne mentre viaggiava in autostrada e venne superato da un’autovettura a forte velocità, che poi rallentò alla vista di un autovelox. Così, pensò a un sistema che non rilevasse tanto la velocità istantanea, quanto quella media su un tratto di strada lungo qualche chilometro. Nel 1999 brevettò questo sistema e l’anno successivo lo presentò alla Società Autostrade “che però l’accolse freddamente”. Il tecnico toscano non si scoraggiò e realizzò due apparecchi sperimentali.
Donnini non ebbe alcuna notizia della sua idea fino a quando nel 2004 Autostrade per l’Italia e Polizia Stradale presentarono alla stampa il Sicve, che poi divenne Tutor. L’inventore toscano riconobbe il suo sistema a causa delle numerose identità tecniche e avviò la causa legale. La controparte mise in dubbio la validità del brevetto e affermò che il Tutor aveva caratteristiche diverse dall’apparecchio registrato da Donnini.
Al termine di una prima tornata giudiziaria, la Corte d’Appello diede ragione ad Autostrade per l’Italia, ma Donnini non mollò la presa e ricorse in Cassazione, che accolse le sue ragioni e rinviò la causa in Appello per una nuova decisione. Ora è giunta la nuova sentenza, che impone ad Autostrade di rimuovere tutti gli apparecchi Tutor e di astenersi in futuro da fabbricare, commercializzare e utilizzare questo sistema. Ogni giorno di ritardo costerà alla società Autostrade 500 euro, da versare alla Craft. L’alternativa alla rimozione è un accordo di vendita del brevetto.

 

Fonte Trasporto Europa

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*