I BISONTI DELLA STRADA. RISPETTATELI

Pierino Chiandussi, presidente di Confartigianato Trasporti Fvg

Sì, è vero. Nella maggior parte degli incidenti -soprattutto in autostrada – sono coinvolti mezzi pesanti. E allora, nell’immaginario collettivo, gli autisti dei Tir diventano “i colpevoli”. Ma quanti di questi sinistri sono causati da una condotta di guida irresponsabile proprio da parte di chi guida un’autovettura? Molti, troppi. “Un’auto che rientra bruscamente da un sorpasso, senza considerare che il mezzo pesante necessita di uno spazio di frenata molto lungo rispetto a un veicolo leggero – spiega Pierino Chiandussi, presidente di Confartigianato Trasporti Fvg – è una manovra pericolosissima, perché costringe il mezzo pesante a una frenata brusca. Questo non solo toglie stabilità, ma rischia anche di provocare un tamponamento se il mezzo che segue non rispetta la distanza di sicurezza”. In autostrada, dove la velocità dei veicoli è più elevata, ci sono una serie di regole – peraltro codificate nel Codice della Strada – stabilite proprio per garantire la sicurezza di tutti i veicoli in transito. Il non rispetto delle norme è la prima causa degli incidenti. “E a proposito di rispetto delle norme – aggiunge Chiandussi – noi da tempo chiediamo all’Unione europea, la reciprocità -, che ora non c’è – di applicazione delle regole fra vettori italiani e vettori stranieri, che consentano una competitività a parità di condizioni e nel rispetto della legalità”. Tornando al comportamento degli automobilisti, Chiandussi ricorda anche come “uscire da un’area di servizio senza la giusta accelerazione, entrare senza mettere la freccia, cambiare repentinamente corsia di marcia, sono tutte manovre che mettono veramente in difficoltà gli autisti dei mezzi pesanti. Pochi ci pensano, ma per noi, che siamo sempre in viaggio, si tratta di comportamenti troppo diffusi”. Chiandussi, che può vantare un’esperienza di guida ultra quarantennale e che, viaggiando in tutta Europa, ne ha viste davvero di tutti i colori, ripete come un mantra “attenzione continua alla strada, adeguare la velocità alle condizioni atmosferiche, mantenere le distanze di sicurezza, sono l’unico modo per evitare gli incidenti”. I mezzi pesanti, oggi, sono molto più confortevoli e più sicuri – grazie anche all’introduzione delle nuove tecnologie ? rispetto a un tempo “ma il fattore umano rimane – ribadisce – l’elemento che fa la differenza”. Nonostante si tratti di un mestiere faticoso, quello dell’autotrasportatore mantiene il suo fascino “perché comunque ti permette di entrare in contatto con luoghi e persone diversi – chiosa – di entrare a far parte di un mondo dove la solidarietà è ancora un valore, checchè se ne dica”. Ai giovani lo consiglia, Chiandussi, chiarendo che – come in tutte le cose ci sono luci e ombre. “Spazio, nel mercato del trasporto, ce n’è eccome – spiega – anzi, molte volte ci troviamo in difficoltà a reperire autisti, tanto che proprio di recente, per incentivare i giovani a intraprendere questa attività, il Ministero ha stanziato appositi contributi. Va abbandonata, però, la filosofia del “padroncino” che oggi non è in grado di reggere la concorrenza, a favore della creazione di reti d’impresa e consorzi. Io sono fiducioso perché i giovani oggi sono più portati alla collaborazione, hanno dimestichezza con le nuove tecnologie e sanno proporre progetti innovativi”.

Fonte QuiAutovie

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