L’autotrasporto abruzzese esce dall’autostrada

Cinque sigle degli autotrasportatori protestano contro il forte aumento del pedaggio delle autostrade A24 e A25 e annunciano che se non saranno presi provvedimenti useranno la viabilità ordinaria.

Gli autotrasportatori abruzzesi non mollano la presa contro l’aumento dei pedaggi del 12,89% attuato dal primo gennaio sulle autostrade A24 e A25, anche perché nei giorni scorsi il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha concordato sconti per i pendolari, ma senza prendere in considerazione gli autotrasportatori. Il 16 gennaio si sono riuniti a Pescara i vertici regionali di Fai Conftrasporto, Fita Cna, Confartigianato Trasporti e Assotir (non era presente la Fiap, che però ha dichiarato di condividere le decisioni). Le associazioni chiedono un incontro al Governo per ottenere benefici sui pedaggi, tenendo conto del disagio stagionale, meteorologico e geografico delle imprese che svolgono il trasporto tra Abruzzo e Lazio.
Le sigle dell’autotrasporto chiedono anche alle società autostradali di attuare provvedimenti e investimenti per aumentare la sicurezza e di creare nuove aree di servizio e sosta. In una nota diffusa dopo l’incontro, le sigle affermano che “in assenza di interventi che vengano incontro alle nostre richieste e alle nostre esigenze nessuno potrà obbligarci a percorrere le autostrade; di fronte a costi divenuti insopportabili, per noi diventerebbe dunque necessario abbandonare l’autostrada e percorrere la viabilità ordinaria, che certo nelle aree dell’Abruzzo interno non brilla né per sicurezza né per manutenzione. Con le conseguenze che lasciamo immaginare per la sicurezza della circolazione, degli operatori e degli stessi abitanti”.

Fonte Trasporto Europa

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