Eccome se crescono i container nei porti italiani!

Crescono i container movimentati nei Gateway, soffre il transhipment.

Negli ultimi giorni ho letto studi e articoli di stampa nei quali si sostiene che i traffici di container nei porti italiani non siano cresciuti nell’ultimo decennio. Non è vero!

O meglio:  è vero che il totale dei contenitori imbarcati e sbarcati nei terminal italiani è tornato ai livelli del 2007, ma con dei distinguo molto importanti da fare perché sono crollati i volumi nei porti di transhipment mentre sono cresciuti notevolmente i traffici nei cosiddetti porti gateway. Nei primi i container vengono solamente trasbordati da una nave a un’altra (un’attività remunerativa per il terminal container ma quasi insignificante per l’economia nazionale), mentre nei secondi transitano container in importazione ed esportazione. Quindi container da sdoganare, movimentare nel terminal, inoltrare via treno o via ferrovia, magari svuotare o riempire, ecc. Insomma due segmenti di business completamente differenti fra loro e da non confondere né paragonare.

Dal 2007 a oggi l’Italia ha visto purtroppo ridursi il mercato del trasbordo, ma al tempo stesso ha assistito fortunatamente a una crescita ancora più importante dei traffici containerizzati da e per i porti gateway. Circa 1,1 milioni di TEU guadagnati in un arco temporale  segnato da recessione o stagnazione economica. Mentre i terminal di transhipment hanno perso quota (precisamente 1,3 milioni di Teu) in un mercato, quello Mediterraneo, generalmente in crescita.

Questo cosa significa? Che i traffici containerizzati del 2007 al 2016 hanno recuperato terreno, forse rosicchiando una seppure minima quota di mercato ai tanto temuti scali del Nord Europa. Certamente un ruolo lo ha avuto il gigantismo navale che ha concentrato su pochi scali i traffici marittimi trasportati a bordo delle grandi navi portacontainer.

Sarebbe interessante capire sul totale dei volumi imbarcati e sbarcati dai terminal container nei porti gateway se e quanto sia cresciuti la quota di transhipment.

Da notare infine che attraverso i porti di Genoa e La Spezia transita il 50% dei volumi complessivi in import/export dagli scali italiani. Una percentuale che sale al 60% se si guarda alla regione portuale dell’Alto Tirreno aggiungendo nel computo anche il porto di Livorno.

Fonte Shipping Italy

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