L’Italia favorisce l’uso delle biciclette

Approvato in Senato un provvedimento che favorisce la creazione di piste ciclabili e impone ai Comuni di adottare piani specifici per i ciclisti

L'Italia incentiva l'uso delle biciclette in città

L’Italia ha una legge sulla bicicletta. Il Belpaese dovrà dotarsi di un piano generale della mobilità ciclistica, ossia di un programma nazionale per favorire l’uso della due ruote. Il provvedimento riconosce le ciclovie di interesse nazionale, lunghe arterie di traffico destinate alle sole biciclette. Inoltre introduce misure per la tutela della sicurezza per i ciclisti e per favorire l’accesso alle stazioni dei treni, agli aeroporti e ai parcheggi pubblici. I Comuni dovranno dotarsi di un biciplan, ossia un piano municipale per chi si muove con la bicicletta.

Obiettivo primario della legge è di “promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sia per le esigenze quotidiane sia per le attività turistiche e ricreative”, recita l’articolo uno del nuovo dispositivo. Entro la prossima estate il ministero dei trasporti dovrà approvare il piano della mobilità ciclistica, che copre un arco di tre anni e si occupa sia dei trasporti nelle città sia di altri percorsi a livello locale e nazionale.

Dal piano nazionale, a cascata, le regioni, le province e i comuni approveranno i loro programmi triennali di investimento nelle ciclabili. In particolare ogni municipio dovranno dotarsi di un biciplan. La mappa indicherà le strade dedicate alle biciclette, collegate alle principali arterie del traffico, e la rete di percorsi secondari nei quartieri e nei centri dell’hinterland. Inoltre nei piani urbanistici i sindaci dovranno prevedere la costruzione di parcheggi per le biciclette vicino alle stazioni ferroviari, alle fermate dei mezzi pubblici o agli aeroporti. Oltre alle infrastrutture la legge spinge per programmi di educazione alla bicicletta e per la promozione della due ruote come forma alternativa di trasporto nel settore della logistica.

Cambia anche il codice della strada. All’articolo uno viene introdotta la dicitura “promuovere l’uso dei velocipedi”. Sono stati modificati anche le norme sui pullman e gli autobus da gran turismo, per facilitare l’installazione di rastrelliere per trasportare le biciclette.

La legge, tuttavia, lascia ancora qualche buco. Non si fa parola di un nuovo ufficio al ministero, la direzione per la mobilità ciclistica, che nelle prime bozze della legge si sarebbe dovuta occupare di gestire i piani. Inoltre è saltato un meccanismo automatico di finanziamento, sponsorizzato da Fiab: il 20% dei ricavi delle multe alle piste ciclabili. Mancano all’appello anche alcune modifiche al codice della strada, tra cui il tanto invocato “senso unico eccetto biciclette”.

Fonte Wired

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