Ho fatto un lavoro gravoso, ma non secondo la qualifica Istat. Perdo l’agevolazione per la pensione?

Ho fatto un lavoro gravoso, ma non secondo la qualifica Istat. Perdo l'agevolazione per la pensione?

Da fonti sindacali sembra che il 95% delle richieste per la verifica dei requisiti come “precoci gravosi” nel settore Trasporti e Logistica sia stato respinto per mancanza di requisiti. In molti casi si tratta di autisti di mezzi pesanti che parecchi anni fa sono stati assunti da imprese del territorio.

La qualifica ISTAT dichiarata dal datore di lavoro al momento dell’assunzione, ma in realtà comunicata ai competenti uffici da studi professionali che si occupano di queste pratiche, è stata quella di “AUTISTA PRIVATO” piuttosto che “AUTISTA DI MEZZI PESANTI” questa la motivazione dell’INPS:

la qualifica ISTAT del lavoratore nei sistemi SILER e UNILAV non corrisponde a quella richiesta, cioè il lavoratore risulta assunto con qualifica “AUTISTA PRIVATO” piuttosto che ‘AUTISTA DI MEZZI PESANTI” .

Premesso che all’epoca non era così determinante rientrare in una o in un’altra qualifica ISTAT, essendo per il lavoratore determinante il contratto applicato e la qualifica contrattuale in cui risulta inquadrato, questa è un particolare di cui il lavoratore stesso non sa nulla, e lo scopre ora ricevendo le motivazioni che giustificano la mancanza dei requisiti per poter accedere alla quota 41 per lavori gravosi.

Ma se si lavora dai 15 anni di età, se nel 2017 si maturano 41 anni di contribuzione, se dal 2004 si guidano camion e mezzi pesanti, che valore ha un codice di cui non si conosceva l’esistenza fino a questo momento? Nell’AP116 presentato con la domanda, il settore indicato è TRASPORTI E LOGISTICA, il livello di inquadramento OPERAIO LIVELLO 3S, voce di tariffa INAIL applicata 09232. Avendo poi avuto più datori di lavoro dal 2004 ad oggi, ma continuando a svolgere sempre lo stesso tipo di lavoro, sono stati presentati più AP116 ma tutti indicano questi stessi dati.

E’ una situazione che si può sanare? Se sì, come e chi può farlo? Devono farlo tutti i datori di lavoro che negli anni si sono susseguiti nel far svolgere lo stesso lavoro?
E’ un controllo che l’INPS continuerà a fare secondo il protocollo definito con gli enti coinvolti?

Fonte: repubblica.it

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