Metano, l’esempio virtuoso di Ancona “Possibile un risparmio di11miliardi”

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GRAZIE ALLA TRAZIONE A GAS NATURALE GLI ITALIANI HANNO TAGLIATO LA SPESA IN CARBURANTE DI QUASI 2 MILIARDI ED EVITATO EMISSIONI DI CO2 PER 1,5 MILIONI DI TONNELLATE: E SNAM ACCELERA LE AZIONI PER AIUTARE LA DIFFUSIONE

Milano S e tutte le province italiane avessero una diffusione dei veicoli a metano pari a quella della provincia più virtuosa — che è Ancona, con un parco circolante costituito per il 13,9% a metano — il risparmio economico si aggirerebbe intorno agli 11 miliardi di euro, mentre le minori emissioni di Co2 sarebbero di oltre 8 milioni e mezzo di tonnellate. A rivelarlo è uno studio realizzato dal Centro Studi Promotor (Csp) e presentato a giugno scorso in occasione del convegno “Gas naturale e biometano, eccellenze nazionali per la sostenibilità”, organizzato da Econometrica in partnership con Anfia, Cib (Consorzio italiano biogas), Confagricoltura, Fca, Iveco e Snam. La ricerca parte da una premessa: già l’anno scorso, grazie ai veicoli a metano, le famiglie e le imprese italiane hanno risparmiato quasi 2 miliardi di euro nella spesa per il carburante ed è stato anche possibile evitare emissioni di CO2 per quasi 1,5 milioni tonnellate. Tra le regioni più virtuose — secondo l’indagine — si colloca al 1° posto l’Emilia Romagna, con un risparmio per oltre 416 milioni di euro e minori emissioni per quasi 324mila tonnellate. Al 2° posto ci sono le Marche, in cui vi è stato un risparmio di 260 milioni di euro e minori emissioni di CO2 per 200mila tonnellate. Al 3° posto della classifica c’è il Veneto, con un risparmio di 200 milioni di euro e minori emissioni di CO2 di 160mila tonnellate. La ricerca conferma inoltre che l’Italia è al 1° posto in Europa per numero di veicoli a metano in circolazione e disponibilità di distributori. Per raggiungere risultati ancora migliori, conclude Csp, è però necessario «un approccio di sistema che veda un comune impegno di tutti gli attori del settore con una strategia che punti in maniera decisa sullo sviluppo del metano per autotrazione ». In questa direzione, si sta muovendo Snam che da tempo ha scommesso sul “prodotto gas” attraverso lo sviluppo delle infrastrutture per favorire l’utilizzo del gas naturale compresso (Cng), del gas naturale liquefatto (Lng) e del biometano nel settore dei trasporti, quali alternative più pulite e più efficienti rispetto ai carburanti tradizionali.

Entro il 2021 è previsto un investimento di 150 milioni di euro per realizzare fino a 300 nuovi distributori a metano in Italia. Investimento che si inquadra nell’impegno verso una mobilità sostenibile da parte Snam, che il 9 novembre celebrerà i suoi 75 anni al Museo della Scienza di Milano. Nasce anche da qui la collaborazione dell’azienda con Fca e Iveco, che intendono ampliare ulteriormente le loro rispettive gamme di veicoli a gas naturale. Il memorandum d’intesa è stato siglato lo scorso ottobre e prevede il raddoppio delle stazioni di servizio a metano, fino a oltre 2mila nei prossimi 10 anni in coerenza con la Direttiva Ue — Dafi — recepita dal governo italiano. Direttiva che sarà il principale fattore abilitante per il raggiungimento dell’obiettivo di crescita del parco circolante fino a oltre 3 milioni di veicoli. Da un punto di vista ambientale, l’alimentazione a metano per automobili, camion e autobus consente una rilevante riduzione delle emissioni inquinanti del parco veicoli di cui è prevista la sostituzione, stimata in un 40% di CO2 (anidride carbonica) e oltre il 90% di NOx (ossidi di azoto) rispetto alle alimentazioni tradizionali, con una pressoché totale riduzione di ciò che maggiormente inquina le nostre città, ovvero il particolato. Ciò comporterà un impatto diretto di circa 1,5 miliardi di euro per la tecnologia a gas naturale prodotta in Italia e oltre 1 miliardo di euro di investimento per le infrastrutture di distribuzione del metano per autotrazione a livello nazionale. Per i consumatori sono attesi risparmi fino a 800 milioni di euro in 5 anni. E ancora: nel dicembre scorso, Snam ha anche siglato con Api una lettera d’intenti per realizzare fino a 150 nuove stazioni di rifornimento a metano sul territorio nazionale all’interno della rete di punti vendita IP. Eni e Snam hanno infine firmato a maggio un accordo quadro per lo sviluppo di stazioni di rifornimento a metano (Cng e Lng) in Italia. Qui a sinistra Marco Alverà amm. del. di Snam; al centro, un distributore di metano per auto.

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