Green economy, dagli Stati Generali le richieste per la prossima legislatura

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ATTESA PER IL CONFRONTO CON GLI ASPIRANTI GOVERNANTI DI DOMANI. EDO RONCHI: “C’È MOLTO DA FARE, SUL PIANO AMBIENTALE SEGNALI POSITIVI MA ANCHE ARRETRAMENTI”

Milano D a Luigi Di Maio del M5s, a Simona Bonafé del Pd, da Stefano Parisi di Energie per l’Italia, fino a Claudia Terzi della Lega. Sono questi i politici attesi agli Stati Generali della “green economy”, tutto quell’universo composto dall’associazionismo ambientalista del Belpaese, che sta per riunirsi a Fiera di Rimini.

In vista delle prossime elezioni politiche si fanno ai partiti richieste ben precise, nella convinzione che saranno inserite nei programmi elettorali di ciascuno schieramento. Non a caso l’appuntamento, promosso dal Consiglio Nazionale della Green Economy, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, e con il supporto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, è intitolato quest’anno: “Green Economy: una sfida per la nuova legislatura”.

«Se da un lato in Italia, con la ripresa dell’economia, ci sono stati dei segnali positivi sul piano ambientale, non sono mancati gli arretramenti su alcuni fronti», afferma Edo Ronchi, ex ministro dell’Ambiente e oggi presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile. Nel paese si è registrata una frenata nella produzione di energia da fonti rinnovabili.

Dai 76,6 terawatt prodotti nei primi 8 mesi del 2016 si è passati ai 72,8 del 2017, per colpa dei cali dell’eolico e dell’idroelettrico. Ancor più grave il dimezzamento degli investimenti in questo tipo di fonti energetiche: passati da 3,6 miliardi a 1,7 miliardi.

«Si deve fare di più — afferma Ronchi — Per questo abbiamo deciso di stendere il programma di transizione alla “green economy”, un documento approvato dal nostro Consiglio nazionale che comprende 66 organizzazioni ». Si tratta di dieci punti che individuano interventi precisi.

Sarà presentata anche un’indagine coordinata da Ketty Vaccaro del Censis sulle opinioni dei cittadini, dalla quale emerge che il 58% è informato sui temi ambientali e oltre il 70% dà importanza alle politiche pubbliche in tema di ecosostenibilità. Tra le richieste, al primo punto, c’è di inserire la green economy tra le priorità dell’agenda politica di governo. «Se ne parla da anni, — ricorda Ronchi — ma poi in concreto non è mai così».

Al secondo, si chiede che la sfida climatica sia colta, rinnovando il sistema energetico del paese e puntando in modo sempre più chiaro sulle energie pulite. Al terzo punto, si sottolinea l’esigenza di politiche volte a incentivare il modello dell’economia circolare.

«Oggi — afferma Ronchi — il riciclo non supera il 47 per cento, mentre noi vorremmo arrivare al 78 per cento».

Serve poi attivare un Piano nazionale per la rigenerazione urbana, riqualificando in chiave green le zone urbane degradate, gli edifici vecchi, puntando sull’efficienza energetica.

Al quinto punto tra i desiderata degli ambientalisti c’è il cambio di direzione alla mobilità urbana. «Soprattutto alla luce dei livelli altissimi di inquinamento raggiunti in Val Padana », commenta l’ex ministro. Al sesto punto c’è la promozione di una più elevata qualità ecologica delle aziende, fattore sempre più decisivo per il loro successo.

Al settimo, ecco la promozione di adeguate politiche nazionali per lo sviluppo di un’agricoltura non solo produttiva di agroalimentare ma anche di energia rinnovabile.

C’è poi da investire nella gestione delle acque. Da rendere più efficaci le politiche pubbliche con una riduzione della burocrazia e una velocizzazione dei tempi per la concessione di autorizzazioni ambientali. E infine, gli Stati Generali chiedono, che gli enti pubblici diano il buon esempio evitando sprechi e investendo in efficienza. (st.a.)

I rifiuti speciali pesano più di 4 volte quelli urbani e assimilati.

Al centro del dibattito ad Ecomondo , che ospita gli Stati Generali della Green Economy, il tema di come sviluppare sistemi che sappiano trasformare i rifiuti in prodotti per il mercato.

Fonte: repubblica.it

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