Il trasporto pubblico verso un nuovo modello di servizio

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La modernizzazione del Trasporto pubblico locale (TPL) è un obiettivo largamente condiviso al cui raggiungimento possono contribuire in modo importante le moderne tecnologie ITS (Sistemi di trasporto intelligente).

Dai meccanismi di controllo del traffico orientati anche a favorire efficacemente la riduzione dei tempi di percorrenza delle singole linee a quelli di gestione del trasporto collettivo che consentono un coordinamento più efficiente ed economico delle flotte e del personale addetto alla guida, dalla fornitura in tempo reale di informazioni precise e aggiornate (ed eventualmente predittive) dei tempi di attesa alle fermate ai sistemi on-line di informazione, pianificazione e acquisto del viaggio e di pagamento e validazione elettronica dello stesso, ormai le tecnologie a supporto del trasporto pubblico locale sono una realtà in tutta Italia”.

È quanto descritto nell’ultima relazione sullo stato del trasporto pubblico locale elaborata dall’Osservatorio di settore tenuto presso il Ministero delle Infrastrutture.

Il documento, trasmesso in Parlamento a ottobre, dedica una sezione specifica a quanto sia stato fatto e quanto ancora sia da fare per lo sviluppo innovativo del TPL.

In particolare, si cita uno studio condotto dall’Associazione TTS Italia secondo il quale il mercato complessivo dei Sistemi di trasporto intelligente ha raggiunto nel 2014: 1,5 mld di euro nel nostro Paese, ripartito all’incirca tra aziende grandi (54%) e medio-piccole-piccolissime (46%): “Un fatturato triplicato rispetto a quello del 2004, all’epoca di 500-550 milioni di euro”. Il 48% delle imprese del settore ITS, inoltre, ha esportato all’estero i propri prodotti e servizi per un volume di affari complessivo pari a circa 358 milioni di euro, in particolare verso i Paesi Europei, il Sud America, i Paesi Arabi, la Cina e l’India.

Gli ITS, dunque, sono “una realtà industriale importante per il sistema economico italiano, con prospettive interessanti di sviluppo nel breve-medio periodo”, secondo quanto scritto nel report dell’Osservatorio MIT.

“Gli ITS fanno ormai parte della quotidianità degli utenti, con una domanda crescente di nuovi servizi di mobilità ed è proprio dalla disponibilità di tali servizi che viene misurata la qualità del sistema stesso di trasporto.

Pertanto, è urgente per il nostro Paese spingere su queste tecnologie valorizzandone la piena diffusione sul territorio e creando così le condizioni per lo sviluppo dei servizi di trasporto del prossimo futuro in cui veicoli, infrastrutture e modi di trasporto costituiranno un insieme integrato e connesso”.

Il rapporto ricorda che l’ultimo orientamento in tema di TPL è il concetto di “MaaS”, cioè “Mobility as a Service”. Secondo questo nuovo concetto proposto dalla Commissione Europea la mobilità è intesa come servizio unico e non come somma di infrastrutture e veicoli o di servizi diversi.

“Il MaaS si basa sull’idea che i cittadini possano acquistare pacchetti di mobilità personalizzati che consentano di usare qualunque mezzo possibile per raggiungere una destinazione determinata, senza doversi curare della differenza tra operatori di trasporto, e tra loro e i fornitori di dati.

Gli utenti devono poter acquistare volumi di servizio diversificati (quantità di spostamento modulabili, variamente definite ad esempio in termini di numero di corse, di durata di spostamento, o estensione chilometrica, etc.) in base al proprio bisogno, minimizzando il costo e in accordo con le politiche (tariffarie e regolatorie) attuate dalle autorità”.

Secondo lo studio, però, “questo è possibile soltanto con il ricorso alla massima integrazione dei diversi modi e servizi di trasporto (ad esempio bus, metropolitana, bike sharing, taxi, car pooling, etc.) i cui operatori devono garantire la totale apertura all’accesso ai dati.

I bisogni di mobilità dell’utente (in una certa area geografica o, in futuro, a livello globale) sono soddisfatti prima di tutto mediante il ricorso a un’unica interfaccia che prescinde dalle caratteristiche tecniche dello spostamento da effettuare, dove i servizi sono offerti tramite un provider integrato all’interno di un (eco)sistema di trasporto composto di infrastrutture, modi di trasporto e operatori diversi, con il ricorso a servizi di pagamento e informazione innovativi”.

Il rapporto segnala inoltre un’iniziativa denominata OpRa (Operating raw data and statistics Exchange) di un gruppo di standardizzazione del Comitato europeo di normazione (CEN), per la definizione, formalizzazione e standardizzazione degli indicatori prestazionali del TPL a livello europeo.

Sono molti gli aspetti presi in considerazione dall’Osservatorio nell’analisi del TPL nazionale.

Tra questi anche la redazione dei Piani urbani di mobilità sostenibile (PUMS), per i quali “risulta indispensabile un adeguamento normativo che ne renda obbligatorio l’adozione per i Comuni o aggregazioni di essi con più di 100.000 abitanti e condizioni la concessione di contributi nazionali all’adozione redatti secondo le linee guida nazionali”.

Fonte:ansa.it

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