La Sharing Economy da lavoro ai giovani

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La sharing economy acquisisce sempre maggiore spazio nell’economia lombarda. Si tratta di un fenomeno trasversale a vari settori, basato su transazioni facilitate da piattaforme digitali.

Una ricerca, commissionata da Confartigianato Bergamo al Centro sulle dinamiche economiche, sociali e della cooperazione (Cesc) dell’Università di Bergamo, evidenzia che la sharing economy assorbe il 36,7 per cento degli occupati sul territorio regionale, dei quali il 10,5 per cento nel settore dei servizi professionali, il 10 per cento nei servizi manuali, il 6,7 per cento nello scambio di beni (commercio al dettaglio o all’ingrosso), il 4,9 per cento nella ristorazione, il 2,3 per cento nel trasporto terrestre, l’1,3 per cento in attività editoriali, istruzione e attività artistiche e culturali e lo 0,9 per cento nel settore della casa (alloggio, turismo).

La sharing economy rappresenta un’opportunità di lavoro anche per i giovani con una percentuale di occupati sotto i trent’anni del 30 per cento più elevata rispetto ai settori non sharing economy.

In Lombardia il 39,7 per cento degli occupati nella sharing economy ha meno di 40 anni (il 14,5% meno di 30) e il 44,2 per cento ne ha tra i 40 e i 50, in linea con il dato nazionale rispettivamente del 39,5 e del 43,6 per cento.

 A Bergamo la percentuale dei giovani è maggiore rispetto alla media regionale con il 43,1 per cento degli occupati che ha meno di 40 anni, mentre a Milano questa percentuale scende al 39 per cento come nel resto della regione.

Fonte: lombardiaspeciale.regione.lombardia.it

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