BlaBlaCar torna a farci parlare: relazioni 2017

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Le relazioni che viviamo oggi sono per la maggior parte di carattere virtuale: per sentire le persone usiamo le telefonate, i messaggini, i social network… sempre più raramente ci si vede fisicamente, ci si prende il tempo per una passeggiata assieme o per condividere un pasto, che è forse il momento di relazione che più lega le persone (mangiando assieme ci si fa “compagni”, dal latino cum-panis, condividere il pane con qualcuno).

Naturalmente il fatto che le nostre relazioni siano perlopiù virtuali toglie molta linfa vitale e veridicità al rapporto.

Ma se, per le persone dai venticinque anni in su (che, in media, hanno ricevuto il primo telefonino attorno ai quindici anni), questo fatto incide fino a un certo punto perché hanno trascorso l’infanzia giocando in strada con gli altri bambini e suonando il campanello del vicino di casa per vedere se era in casa, non è lo stesso per i bambini nati tra il 1995 e il 2010.

Si tratta della cosiddetta “Generazione Z”, che segue quella dei “Millenials”: sono giovani che spesso sono degli analfabeti relazionali, inabili a costruire una relazione concreta e solida (con i suoi alti e bassi e le emozioni che si porta dietro), a leggere empaticamente l’altro e a sostenere dei dialoghi che superino i pochi minuti.

Rurik Bradbury, manager di LivePerson, ha appena condotto una ricerca sul tema negli Stati Uniti e, tirando le conclusioni, afferma all’Ansa:

«Quello che abbiamo constatato è che lo smartphone è una estensione di loro stessi e che i social e le app, cioè la vita digitale, occupa più tempo delle loro relazioni offline».

Relazioni reali: Bla Bla Car

Se questa è dunque la situazione a livello globale nel 2017, fa piacere rilevare un fenomeno in controtendenza e in continua espansione: Bla Bla Car.

Si tratta di una piattaforma nata negli ultimi anni che ha come scopo quello di favorire la condivisione tra privati di tragitti in macchina: chi si sposta può pubblicare il tragitto che farà e l’orario di partenza e chi ha bisogno di un passaggio può prenotarsi un posto sulla vettura, ovviamente nel rispetto di alcune regole (es. puntualità, possibilità o meno di fumare, macchina “rosa” per sole donne, etc.).

Questo nuovo sistema di viaggiare – che richiama l’autostop dei tempi che furono, ma integra l’uso della tecnologia -, oltre a consentire un risparmio a entrambe le parti, è molto interessante perché “costringe” le persone a intessere relazioni concrete (… e a parlare, come dice il nome stesso “Bla Bla“): nel momento in cui si dà o si riceve un passaggio, si ha del tempo da trascorrere assieme in macchina e – vogliamo sperarlo – viene naturale instaurare un dialogo.

Finisce così che si imparano tantissime cose, arricchendosi con i racconti delle persone che si incontrano e/o confrontandosi su temi più o meno importanti e di attualità. E, cosa altrettanto importante, almeno per un po’ di tempo ci si dimentica dello smartphone e dei social, essendo costretti a stare nella realtà…

Unica nota negativa di Bla Bla Car: è consentito chiedere passaggi anche per gli animali. Ovviamente chi offre il passaggio non è costretto ad accettare, ma personalmente mi è capitato di ricevere la richiesta di scortare per 200 km una cagna – inopportunamente chiamata “Alice” – da un padrone all’altro. Il cane non parla, ma l’animale viene trattato come un umano e  paga la stessa tariffa delle persone…!

Viva Bla Bla Car e le persone ancora disposte a parlare!

Teresa Moro

Fonte: notizieprovita.it

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