App, il loro futuro

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Il tempo che gli utenti passano su mobile continua a crescere ma scaricare un’app è sempre di più considerata un’insidia. Le Progressive Web App nel frattempo diventano più affidabili, veloci e coinvolgenti. E si appoggiano alle service worker API. Apple ci senti?

Che la fruizione dei contenuti da mobile stia crescendo velocemente e in maniera inarrestabile, è la notizia di punta da almeno un anno. Ma come sono cambiati i comportamenti degli utenti?

Se lo smartphone è diventato il nostro primo schermo, non sarà più il mobile a dover replicare il desktop e le PWA – Progressive Web App – diventeranno invece la tecnologia da inseguire offrendo all’utente solo il meglio dell’esperienza nativa di un’app e i vantaggi del web.

Ma se da un lato le PWA piacciono tanto anche a Google, perché rispettano in pieno il modello RAIL (Response, Animation, Idle, Load), in casa Apple parole come sevice worker, push notification, beacon e sensori in generale, sono bandite da Safari mobile e quindi da tutti gli iPhone.

Chi la spunterà tra Big G. e Cupertino ancora non ci è dato sapere anche se con iOS 11 qualche piccolo easter egg ci è arrivato.

PWA vs App Native, pregi e difetti per la migliore esperienza utente

Cosa sono esattamente le PWA? Sono a tutti gli effetti dei siti web che si adattano al dispositivo che le fruisce, sia come features che come look and feel.

Le PWA sono molto veloci, funzionano offline – un vantaggio non da poco – e tramite i service worker possono aggiornarsi in background con un caching dei contenuti. Se aggiunte alla home screen degli smartphone appaiono come app native senza però dover passare da uno store per il download

Fonte: engage.it

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