Export e logistica: l’imperativo dell’adeguamento tecnologico

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A parità di reddito pro-capite, nell’ultimo anno i Paesi con le migliori prestazioni in termini di attività logistica hanno registrato una maggiore crescita del sistema economico nazionale, con un incremento dell’1% sul PIL e del 2% sul commercio.

Lo rivela un recente studio di settore della World Bank, che ha preso in considerazione la redditività degli investimenti e i servizi logistici in termini di visibilità e tracciabilita’ dell’intero processo.

Si tratta di un dato interessante, soprattutto se contestualizzato all’economia dell’Italia.

Un paese, il nostro, che vede nell’esportazione dei propri manufatti un motore di crescita fondamentale –  e che, in quanto tale, dovrebbe focalizzare grande attenzione sull’efficienza dei processi logistici interni.

Un network logistico competitivo a livello globale impatta positivamente sui risultati economici, come emerso dai dati dello studio internazionale. In particolare, la tracciabilità di tutte le fasi del processo è individuata come l’attività cardine per ridurre i tempi di consegna e per creare un network logistico internazionale.

L’errore più comune, quando parla di strategie per la crescita dell’export, è considerare solo le attività più vicine alle vendite: dal marketing agli aspetti economico-finanziari dei mercati internazionali.

Non andrebbe mai dimenticato, invece, che nel processo di esportazione la logistica riveste un ruolo fondamentale.

L’internazionalizzazione dei processi, infatti, comporta un aumento della complessità della supply chain, in termini di aumento dei tempi, varietà di interlocutori e frammentazione dei flussi.

La capacità di gestire questa complessità rappresenta il crocevia che determina – o meno – il successo e la competitività delle PMI nostrane nel palcoscenico internazionale.

Il settore delle scaffalature e dei soppalchi industriali, per quanto riguarda il valore della produzione, è cresciuto in Italia dell’1,4% e nel 2016 e quest’anno è stimato registrerà un ulteriore +3,4%. Entro la fine dell’anno si prevede un boom degli investimenti nel comparto di una certa consistenza (+19% rispetto al +3,6% del 2016).

Dati accolti con favore dagli analisti, che vedono nell’adeguamento tecnologico, anche per quanto riguarda le strutture di base dell’attività logistica, un imperativo per tutte le aziende che vogliono esportare e ritagliarsi uno spazio nel palcoscenico globalizzato.

In ogni attività di movimentazione di materiali – da quelle nei magazzini industriali di deposito e transito a porti, aeroporti e autostrade – è fondamentale un altro aspetto: l’informatizzazione dei processi e dei dati.

La trasmissione digitale delle informazioni rende infatti possibile la visibilità degli eventi e delle attività in tempo reale e si configura come strumento decisionale irrinunciabile per pianificare attività e azioni opportune, anche nei momenti di crisi.

Fonte: ilblogdelcamionista.it

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