SE I CAMIONISTI DEL FUTURO STUDIANO DAI SALESIANI

SE I CAMIONISTI DEL FUTURO STUDIANO DAI SALESIANI

Gli autisti del futuro studiano dai Salesiani. L’ultimo tassello è stato messo all’Istituto Salesiano Redentore di Bari dove l’Unrae, l’organizzazione che tiene insieme i costruttori esteri di veicoli industriali che operano in Italia, dove gli studenti sono stati messi a diretto contatto con una opportunità di lavoro in un settore di straordinaria crescita. In Italia mancano 180 mila autisti di tir. I giovani che studiano dai Salesiani potrebbero occupare buona parte di questi posti i lavoro.

L’Unrae ha organizzato un tour che ha toccato Verona, Palermo e Bari proprio per spiegare ai giovani che il conducente del futuro non è un ‘meccanico’ con le mani annerite dal grasso ma un manager informatico che si troverà in una cabina di guida hi-tech in cui dovrà solo controllare gli strumenti di bordo che regolano la guida autonoma e stare in contatto con le aziende e con il proprio datore di lavoro via telematica.

Una cabina dove potrà riposare comodamente, fare sport, una doccia e tutto quanto occorre per essere sempre in perfetta forma. Una cabina social dove il contatto con la propria famiglia o con gli amici potrà essere continuativo. Insomma un lavoro che consente di vedere il mondo senza staccarsi dal proprio mondo.

E proprio questa parte è piaciuta moltissimo all’ispettore dei Salesiani dell’Italia Meridionale Don Angelo Santorsola il quale, oltre a complimentarsi per l’iniziativa, ha voluto sottolineare, come il Progetto Unrae sia perfettamente in linea con il programma educativo dei Salesiani.

Ma che cos’è il Progetto Unrae? Grazie alla collaborazione dell’albo dei trasportatori e di tutte le sigle che li raggruppano sul territorio italiano il progetto Unrae consente ai giovani di avvicinarsi al mondo del trasporto delle merci con un accesso facilitato dal punto di vista economico al rilascio della patente di guida e dell’abilitazione al trasporto delle merci. In pratica il giovane può ottenere il rimborso di circa l’80 per cento delle spese sostenute per ottenere le certificazioni necessarie. Il resto lo dovranno fare i giovani, con la passione e la voglia di impegnarsi in un settore in pieno sviluppo.

Ma perché mancano tanti autisti in Italia? La risposta è arrivata dal presidente del settore veicoli industriali Unrae, Franco Fenoglio: “Un autista italiano costa 45 mila euro all’anno euro più, euro meno, un’autista polacco o bulgaro costa 25 mila euro – spiega Fenoglio – Queste sperequazioni fanno male al mercato del lavoro in Europa. In tempo di crisi le aziende hanno potuto far lavorare gli autisti stranieri. Ora con la ripresa del mercato questi autisti sono ritornati nei loro paesi, dove il trasporto su gomma è in crescita esponenziale. Ecco, dunque, i vuoti degli organici. Bisogna tener presente che ancora oggi l’85 per cento delle merci movimentate in Europa si sposta su gomma. Ci sono grandi opportunità di lavoro, quindi. Noi dell’Unrae vogliamo accompagnare i giovani Italiani che desiderano ritagliarsi il loro futuro in questo settore”.

 

Fonte:famigliacristiana.it

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