La pensione dei camionisti: lavoro gravoso e usurante

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Lavoro gravoso o usurante, quali sono le differenze e i benefici al diritto alla pensione? Il Camionista in quale categoria rientra? La Redazione risponde

Pensione Camionista. Una lettrice ci ha posto questo quesito: mio marito fa il camionista. Nel gergo la linea Italia – Estero. Lui mi dice che hanno tolto a tutti i camionisti, il lavoro usurante. E’ cosi? Oppure lui entra nell’usura?

Pensione per lavori usuranti e lavori gravosi, vediamo di chiarire il concetto delle due tipologie di lavoro e quali sono i benefici riconosciuti.
Dal 1 gennaio 2017, la riforma pensioni contenuta nella Legge di Bilancio, ha stabilito dei benefici destinati al lavoro gravoso e degli altri destinati al lavoro usurante. Le due categorie di lavoro sono diverse e non prevedono gli stessi benefici.

Lavoro usurante

Le categorie di lavoratori che, dal 2017, potranno beneficiare delle agevolazioni loro destinate, sono quelli individuati del decreto legislativo numero 67 del 2011, ovvero:

  • lavoratori addetti alla linea di catena;
  • lavori svolti in galleria, cava o miniera;
  • lavori ad alte temperature;
  • lavori in cassoni ad aria compressa;le attività per l’ asportazione dell’ amianto;
  • attività di lavorazione del vetro cavo;
  • lavori nella catena di montaggio;
  • lavori svolti dai palombari; lavori espletati in spazi ristretti; lavoratori notturni con almeno 64 notti lavorate l’anno;
  • conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a 9 posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

Questi lavoratori, dal 2017, potranno beneficiare della pensione anticipata con la quota 97,7 e senza più attendere i 12 mesi dal perfezionamento dei requisiti richiesti a patto di aver svolto le mansioni sopra indicati per almeno 7 anni o negli ultimi 10 anni di vita lavorativa.

Lavoro gravoso

Il lavoro gravoso, si distingue da quello usurante, porta come beneficio la possibilità di pensionamento con 63 anni di età e almeno 36 anni di contributi versati e, in alcuni casi, con la quota 41.

I lavoratori gravosi  per accedere al beneficio del pensionamento anticipata devono aver svolto 6 degli ultimi 7 anni lavorativi e hanno almeno 36 anni di contributi.

Rientrano in questa categoria i seguenti lavoratori:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatori di pelli e pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
  • personale non qualificato addetto a servizi di pulizia;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori rifiuti

Pensione Ape social, che cos’è

Firmati di decreto attuativo sulla riforma pensione, dopo una lunga attesa, lunedì 22 maggio sul nuovo anticipo pensionistico gratuito, misura di welfare introdotta dal governo con l’ultima legge di Bilancio.

A differenza dell’Ape di mercato o volontaria, che impone di sottoscrivere un prestito con interessi bancari e premio assicurativo, l’Ape social è interamente a carico dello Stato.

La sua durata massima è di 3 anni e 7 mesi, perciò, considerando che dall’anno prossimo l’età pensionabile salirà per tutti a 66 anni e 7 mesi, l’età minima per accedere all’Ape social è di 63 anni.

La misura è a carattere sperimentale.

Requisiti per accedere all’APE social

Per accedere all’Ape social bisogna avere due requisiti di base:

  • almeno 63 anni di età;
  • maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia entro i 3 anni e 7 mesi successivi all’inizio dell’Ape.

Inoltre per accedere al beneficio bisogna rientrare in una di queste quattro categorie:

  • disoccupati senza ammortizzatori sociali e con almeno 30 anni di contributi;
  • disabili con una riduzione della capacità lavorativa di almeno il 74% e con almeno 30 anni di contributi;
  • persone con almeno 30 anni di contributi che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con disabilità;
  • lavoratori che hanno svolto “attività gravose” per almeno 6 degli ultimi 7 anni e hanno almeno 36 anni di contributi (professioni infermieristiche e ostetriche; insegnanti d’asilo; badanti; facchini; addetti allo spostamento delle merci; operatori ecologici, raccoglitori e separatori di rifiuti, personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru e di macchinari mobili per la perforazione delle costruzioni; autisti di camion e mezzi pesanti; conduttori di treni e personale viaggiante; conciatori di pelli e pellicce).

Il beneficio dell’Ape social non è cumulabile con altre forme di sostegno al reddito per disoccupazione involontaria: Naspi, mini-Aspi, Asdi, e Dis-col. È possibile, invece percepire un reddito da lavoro, ma deve rimanere nei seguenti limiti:

  • 8mila euro l’anno per i redditi da lavoro dipendente o da collaborazione coordinata e continuativa;
  • 800 euro annui per i redditi da lavoro autonomo.

Conclusioni lavoro Camionista

Il lavoro di Camionista (autisti di camion e mezzi pesanti) rientra nel lavoro gravoso, il lavoratore può accedere al beneficio dell’APE social se ha maturato i requisiti richiesti.

Fonte: investireoggi.it

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