Auto volanti o tunnel sotterranei? #trasportidelfuturo

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DA UNA PARTE MUSK E I SUOI TUNNEL, DALL’ALTRA I VEICOLI VOLANTI CHE SEMBRANO USCITI DA VECCHI FILM DI FANTASCIENZA

Quale sarà il futuro dei trasporti? Ad oggi, quando pensiamo a questo, volgiamo immediatamente lo sguardo ai trasporti sostenibili, quali le automobili elettriche a zero emissioni oppure, un po’ più in là, alledriverless car. Ma questo potrebbe essere un futuro vicinissimo: le automobili elettriche sono già una realtà (per quanto non molto incentivata ad oggi, in particolare in Italia). E le automobili a guida autonoma – beh, alcune delle più grandi case automobilistiche del mondo ci stanno lavorando alacremente, e i primi veri risultati dovrebbero arrivare già tra una manciata d’anni. Il vero futuro dei trasporti sostenibili, però, sembra essere ben diverso: sono infatti due le direttrici di ricerca che potrebbero portare il mondo del trasporto delle cose e delle persone lontano dalle strade a noialtri così famigliari. Da una parte, infatti, c’è chi prefigura un mondo di trasporti sostenibili totalmente o quasi underground, costituito da lunghissimi tunnel sotterranei; dall’altra parte, invece, c’è chi continua a pensare al trasporto del futuro come era stato immaginato nei film di fantascienza di qualche decennio fa, fatto cioè di stupefacenti automobili volanti.

Il trasporto del futuro sarà in aria?

Il 13 febbraio del 2017 potrebbe essere ricordato come una pietra miliare nella storia del trasporto individuale aereo. La United Arab Emirates Roads and Transport Authority ha infatti annunciato che la compagnia cinese UAV inizierà a commercializzare i propri mezzi di trasporto aereo autonomo Ehang 184 a Dubai, entro quest’estate. Lo stesso giorno, poi, la compagnia olandese PAL-V ha annunciato che la prima automobile volante commerciale al mondo, ovvero Liberty, è ufficialmente entrata sul mercato, con le prime consegne previste per la fine del 2018. Ma la differenza totale tra le due proposte dimostra come sia tuttora lontano un accordo su come sia possibile sfruttare l’aria per il trasporto del futuro.

Un drone per il trasporto delle persone: l’Ehang 184

184, ovvero 1 passeggero, 8 eliche, 4 braccia. L’Ehang 184 è un drone che, da un certo punto di vista, potrebbe essere visto come una promettente ipotesi per i trasporti sostenibili del futuro. Non deve – anzi non può – può essere guidato, ed è concepito per portare in maniera del tutto autonoma una persona dal punto A al punto B. Completamente elettrico, quindi potenzialmente a zero emissioni. A guastare la festa per adesso è la sua bassa autonomia, sufficiente solamente per 23 minuti di volo, bastanti unicamente per coprire circa dieci miglia.

La prima automobile volante sul mercato: PAL-V Liberty

Se la proposta giapponese è un drone, quella olandese è invece assolutamente un’automobile, con tanto di ruote e ‘guidabile’. Alimentata da un motore a gas, Liberty non ha di certo i problemi di autonomia dell’Ehang, arrivando ad 248 miglia con un pieno, ad una velocità di crociera di 140 chilometri orari. D’altro canto, però, questo non può essere del tutto qualificato come un esempio dei migliori trasporti sostenibili: un po’ per la fonte energetica utilizzata, un po’ per il prezzo di partenza (parliamo infatti di 399 mila dollari). Non che l’Ehang 184 sia un veicolo economico: il drone viaggia infatti sui 200 mila dollari.

Elon Musk rinuncia fin da subito alle automobili volanti

C’è però qualcuno che la pensa del tutto diversamente rispetto al trasporto aereo: è il caso del patron di Tesla e di SpaceX Elon Musk. Secondo il famoso inventore e imprenditore, infatti, il futuro del trasporto sostenibile non sta nell’aria, ma nel sottosuolo. «Ovviamente, mi piacciono molto gli oggetti volanti» ha spiegato, «ma è difficile immaginare che un’automobile volante diventi davvero una soluzione accessibile». E i limiti non sono di certo solamente tecnologici. Si pensi per esempio che un’automobile volante, per restare sospesa, dovrebbe scaricare moltissima forza verso il basso, causando quindi molto vento e anche molto rumore. Ma c’è di più: cosa succederebbe in caso di un incidente? Non serve pensare a sinistri importanti, ma anche solamente ad un semplice tamponamento. Come infatti spiega Musk, «basterebbe un coprimozzo per ghigliottinare qualcuno che passeggia a livello del suolo».

Dal semplice tweet al gigantesco buco a Los Angeles

Secondo Musk, dunque, il futuro dei trasporti sostenibili non è sopra alle nostre teste. Al contrario, è sotto ai nostri piedi. Ma non si è limitato a pensarlo: prima lo ha twittato, e dopo alcune ore si è messo a scavare un tunnel. Incredibile? Chiedetelo al buco profondo 5 metri e largo 15 che Elon Musk ha preparato a pochi metri dalla sede di SpaceX, a Los Angeles. Tutto è iniziato con un tweet in cui Musk affermava che «il traffico mi sta facendo diventare pazzo. Costruirò una macchina per tunnel e inizierò a scavare». Quella che poteva diventare una burla è però diventata ben presto realtà. Dopo qualche ora il progetto aveva infatti già una piattaforma marketing e persino un nome: The Boring Company, basandosi sul fatto che ‘boring’ vuol dire sia ‘perforare’ che ‘noioso’ (con evidentemente riferimento al fatto che Musk di solito tende allo spazio, e non certo al sottosuolo).

Trasporti sostenibili sottosuolo, a partire dall’Hyperloop

Dall’esterno, poi, il passaggio tra un tweet scherzoso e un enorme buco può sembrare ancora più pazzesco di quanto sia in realtà. Non fa però dimenticato che Musk sta pensando già da molti anni ai differenti tipi di trasporti sostenibili: oltre alla automobile elettrica Tesla, l’imprenditore ha dato il via anche al progetto Hyperloop, che proprio sui treni ad altissima velocità e sui tunnel si basa. Unite quindi a questa montagna di pensieri le possibilità immense di un imprenditore a capo di due aziende come Tesla e SpaceX, aggiungete un po’ di sana follia e la frase di Musk «hey, qual è il buco più grande che possiamo fare in una domenica sera?» non risulterà poi molto strana.

Qui nessuno ha bisogno di vincere un Nobel

Per costruire il proprio tunnel – che si prospetta il primo di tanti – Musk ha però intenzione di realizzare una macchina scava-gallerie ex novo. E per questo motivo nell’ultimo periodo sta studiando i modelli tutt’ora in commercio, come per esempio la gigantesca Nannie, della compagnia tedesca Herrenknecht, che scava come un enorme trapano, trasportando istantaneamente il materiale in superficie attraverso nastri trasportatori e mettendo al medesimo tempo in sicurezza le pareti. Ebbene, Elon Musk pensa a qualcosa di simile, ma più potente, con materiali migliori e con un design che permetta un avanzamento più veloce dei lavori, il tutto per rendere meno costosa la realizzazione dei tunnel. «Migliorare un pochino questo tipo di macchine dovrebbe essere semplice» ha dichiarato Musk «e nemmeno migliorarla 5 volte dovrebbe essere troppo difficile. Sarà davvero ardito, invece, cercare di fare 10 volte meglio, ma qui nessuno ha bisogno di vincere un Nobel».

Fonte: green.it

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