Le città più “Green” del mondo

Città green
Questa la classifica delle città che rispettano di più l’ambiente secondo il Global Green Economy Index 2016, studio focalizzato su 80 paesi sparsi per il pianeta

 

Quali sono i paesi che investono di più in politiche sostenibili? E le città che rispettano di più ambiente e territorio?

A renderlo noto è DualCitizenLLC, una società di consulenza americana specializzata in questioni di sostenibilità ambientale, che si occupa di redigere il report “Global Green Economy Index”. Giunto alla quinta edizione, lo studio propone un’analisi approfondita su 80 paesi e 50 città del mondo e sul ruolo occupato nel quadro della “green economy” globale, attraverso i criteri di: leadership & cambiamento climatico; efficienza industriale; marketing & investimenti; sviluppo ambientale.

In cima alla classifica, senza sorprese, è possibile trovare nuovamente i paesi del blocco scandinavo, con la Svezia che si attesta ancora una volta il paese più “green” di tutti, seguita da Norvegia e Finlandia. Scendendo al quarto e quinto gradino, troviamo invece Svizzera e Germania. Solo quindicesima posizione per l’Italia.

Ma la vera novità è quella riguardante la speciale classifica sulle città, introdotta per la prima volta nell’edizione annuale: una testimonianza di come ad essere sempre più importanti non siano solo le politiche adottate a livello nazionale, ma anche quelle urbane. Ecco il focus sulle 10 città più “green” del pianeta.

  1. Copenhagen

La Catitale danese è modello indiscusso per la green economy: il sistema di trasporto pubblico è ben sviluppato, le macchine sono poche e, ogni giorno, vengono percorsi in bici più di 1 milione di km. Un negozio alimentare su dieci vende cibo biologico. E’ esempio anche per l’edilizia sostenibile, come conferma il complesso di Orestad City, a pochi km dalla Capitale, costruito in meno di un decennio.

 

  1. Stoccolma

Se la Svezia è in cima alla classifiche dei paesi, Stoccolma è capitale green europea già dal 2010. La città offre numerose eco-escursioni, oltre ai tanti mercatini bio e alle boutiques di moda ecologica. Ma ad affascinare è soprattutto il primo parco cittadino nazionale del mondo, “Ecoparken”: un’area verde ininterrotta che si estende dalle piccole isole di Fjäderholmarna fino in centro, a Djurgården, e a zone poco a nord della città.

 

  1. Vancouver

Attraverso un progetto pluriennale, la città di Vancouver si è prefissata l’obiettivo di diventare città verde per eccellenza entro il 2020. I presupposti ci sono tutti: bio-edilizia all’avanguardia, trasporto urbano efficiente, riduzione dei rifiuti destinati a discarica, acqua e aria pulite, soprattutto cibo locale e contatto con la natura. Lo Stanley Park è uno dei parchi urbani più grandi e belli al mondo, dove la distesa di grattacieli sembra arrestarsi “di colpo”.

 

  1. Oslo

La Capitale norvegese ha già annunciato la volontà esplicita di diventare, entro il 2019, la prima città al mondo ad aver bandito il traffico alle auto in centro. Un provvedimento storico, che prevede la realizzazione di almeno 60 km di piste ciclabili, diversi incentivi all’acquisto di vetture e biciclette elettriche e un massiccio investimento nel trasporto pubblico. Una svolta incredibile e sorprendente, se si pensa che la Norvegia è il maggior produttore di petrolio in Europa.

 

  1. Singapore

Singapore è nota come la «città-giardino»: più del 20% degli edifici urbani sono infatti “green”. A Punggol, sobborgo della città-stato, è stato edificato un intero plesso di edilizia popolare totalmente sostenibile: gli edifici sono ricoperti da piante che abbassano la temperatura dei palazzi evitando sprechi e hanno le pareti esterne bianche, per respingere i raggi del sole, oltre che sistemi ad energia eolica e per il riciclaggio dei rifiuti.

 

 

  1. New York

Se immaginate la “grande mela” solo come una frenetica metropoli, vi sbagliate. Almeno in parte. Oltre allo sconfinato Central park, infatti, è possibile trovare diverse aree ecologiche: dalla “High Line”, l’ex linea ferroviaria trasformata in un parco pensile a Manhattan, al Washington Square Park; dal Brooklyn Botanic Garden alle lussuriose sale del “Mondrian” Hotel, che ricreano in tutto e per tutto l’ambiente di una serra. New York è in grado di celare, tra i tanti grattacieli, un “cuore” verde e pulsante.

 

 

  1. Berlino

Con 2.500 spazi verdi in città, ha raggiunto uno dei minor tassi d’inquinamento in Europa. Postdamer Platz, ricostruita dopo il crollo del muro, presenta 19 edifici dal tetto “green”, in grado di raccogliere e purificare l’acqua piovana, riutilizzandola per servizi igienici e irrigazione dei giardini, per un risparmio idrico annuo di circa 2.450 m3. Anche il Reichstag, la sede del Parlamento tedesco, è alimentato grazie all’energia rinnovabile (idroelettrica, solare, eolica).

 

  1. Helsinki

Una rete ferroviaria efficiente e un sistema centrale di teleriscaldamento/teleraffreddamento rendono Helsinki all’avanguardia nelle politiche sostenibili già da diversi anni. Il recente “data center ecologico”, ad esempio, è una struttura per il recupero dell’energia termica dispersa dai computer, poi riutilizzata per riscaldare la città: nel complesso, il surplus di calore prodotto dai server viene trasferito alla rete di riscaldamento locale, per distribuire calore e acqua calda a ben 4.500 abitazioni.

 

  1. Parigi

Alla Capitale francese è affidato il delicato compito di mantenere una linea coerente in ambito ambientale, per contraddire chi indica un impegno finalizzato esclusivamente alla conferenza COP21. Ma le premesse ci sono. Da quest’anno, ad esempio, è possibile per i parigini diventare giardinieri del proprio quartiere, adottare zone in cui creare un orto urbano e chiedere il permesso di prendersi cura di piante, fiori e alberi da frutto. Il sindaco, Anne Hidalgo, vorrebbe riuscire a creare 100 ettari di pareti e tetti verdi entro il 2020.

 

  1. Tokyo

Fanalino di coda della classifica, la giungla urbana di Tokyo riserva comunque piccoli angoli di paradiso, come il Tama Zoo, un parco animalistico di 52 ettari che consente ai turisti addirittura di esplorare la fauna “continente per continente”. Ma le curiosità sono numerose: dallo street-fishing, che obbliga a rilasciare immediatamente le carpe pescate nel Sumida, alla collezione di alberi in miniatura Bonsai-ya, dell’edificio Takara, dove si può sostare in un bar incorniciato da un’affascinante piccola foresta.

Il report Global Green Economy Index prevede anche un’apposita sezione relativa alla reale percezione che gli attori hanno delle politiche messe in campo e del livello di conoscenza rispetto i diversi ambiti. I valori del GGEI vengono poi utilizzati per definire e ampliare le politiche green, segnalare le aree che maggiormente richiedono un incremento di risorse e mostrare ai vari stakeholders in quali maniere sia possibile operare un miglioramento.

 

L’indice risulta importante non solo per analizzare dettagliatamente le politiche messe in campo, che vedono spesso mancare col passare del tempo un’attuazione pratica, ma anche per creare una comunità globale più radicata e coinvolgere sempre più i cittadini.

Fonte: lastampa.it

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